Premesso che è sempre possibile percorrere l’intero percorso GEA nell’arco di un anno o due frazionandolo in tratti di pochi giorni voglio offrirvi in questa pagina alcuni utili consigli per vivere senza problemi questa esperienza nella sua interezza.
Per effettuare l’intero percorso non sono necessarie doti atletiche. E’ invece necessario essere preparati sia da un punto di vista fisico e mentale.

Preparazione fisica
Bisogna quindi abituarsi, nei quattro o cinque mesi che precedono l’escursione a fare lunghe passeggiate per arrivare gradualmente a superare distanze di trenta chilometri e dislivelli superiori ai mille metri. Per raggiungere questo obiettivo occorre dedicare il fine settimana a una bella escursione in montagna o collina e una o due passeggiate di una decina di chilometri durante ogni settimana nei pressi della vostra città. E’ inutile dire che questa attività è utile alla vostra salute anche se non avete alcuna intenzione di percorrere la GEA.

Prima di partire
Studiate attentamente il percorso. Procuratevi quindi le mappe del tragitto e cercate su Internet tutto ciò che vi può essere utile per conoscere le difficoltà del percorso. Cercate poi di individuare tutti i possibili posti tappa dove cenare e passare la notte. Tutto questo vi permetterà di pianificare le tappe in modo di adeguare la loro lunghezza alle vostre esigenze.
Occorre accertare, prima della partenza, la disponibilità delle strutture ricettive e questo, oltre ad evitarvi il rischio di passare una notte all’aperto, vi consentirà di valutare l’opportunità di appesantire o meno il vostro zaino con sacco a pelo, materassino e tenda.
Lo zaino dovrà essere preparato con la massima cura cercando, da un lato, di renderlo il più leggero possibile e, dall’altro di riempirlo con tutto e solo l’indispensabile.
I vostri piedi sono il mezzo che vi porterà a destinazione e quindi abbiate la massima attenzione nella scelta degli scarponi e dei calzini che dovranno essere stati preventivamente collaudati ed usati per adattarli alla forma dei vostri piedi. Non cercate di risparmiare su questi oggetti ma tenete anche presente che non è assolutamente detto che quelli più costosi siano anche i più adatti a voi.

Durante il cammino
Quando siete in cammino la parola d’ordine è ”lentezza”. Nel periodo estivo le ore di luce vanno dalle cinque del mattino fin quasi alle dieci di sera: avete quindi a disposizione più di sedici ore di luce.
Camminando ad una velocità di due o tre chilometri l’ora si possono percorrere in dieci o dodici ore più di trenta chilometri. Quindi è inutile avere fretta di arrivare al rifugio; servirebbe solo ad annoiarvi in attesa della cena. Cercate di arrivare al posto tappa giusto in tempo per fare una doccia e sedersi a tavola per la cena.
Non forzate mai l’andatura; se sentite che, durante una salita, le pulsazioni del cuore stanno aumentando o che vi sta per venire il fiatone fermatevi ad ammirare il paesaggio o i fiori che stanno intorno a voi; in tanti punti del percorso vi sembrerà di camminare in un giardino con stupende composizioni floreali curato dal più bravo dei giardinieri.
Fermatevi anche ad ascoltare il silenzio: avrà molte cose da dirvi.
Non date retta ai vostri compagni di viaggio che vi sollecitano ad aumentare l’andatura tanto, prima o poi, dovranno fermarsi ad aspettarvi.
Non bisogna mai vivere il cammino come una competizione con i compagni di viaggio o con se stessi ma come un momento di conoscenza e scoperta dei luoghi che stiamo attraversando.
Cercate di bere sempre molta acqua e di tenere la vostra boraccia sempre piena facendo rifornimento ad ogni fontanella. Prima di partire informatevi sulla disponibilità di acqua lungo il percorso che, in diversi tratti, è molto carente.
Prestate sempre la massima attenzione alla segnaletica CAI e non abbandonate mai il sentiero principale. Tenete presente che, a parte qualche breve tratto che potrebbe esservi famigliare, vi muovete in territori che non conoscete. Se cercate di trovare delle scorciatoie "fai da te" nella stragrande maggioranza dei casi serviranno ad allungarvi il percorso e a procurarvi un sacco di guai. Se avete perso di vista i segnali bianco rossi del CAI tornate subito all’ultimo che avete passato e controllate la posizione. Fate, con calma, tutte le verifiche del caso quando vi trovate in bivi o incroci in cui i segnali sono confusi e poco chiari. Imboccare il sentiero sbagliato nella migliore delle ipotesi vi costerà diversi chilometri in più e nella peggiore potrebbe costringervi a passare una notte all’aperto.

A fine giornata
Quando arrivate al rifugio, dopo la doccia (ammesso che possiate farla), e vi sedete a tavola per la cena saziatevi ma non abbuffatevi, limitate l’uso di alcol, preferite la birra al vino, mangiate lentamente masticando a lungo: tutto questo faciliterà la digestione ed una buona digestione favorisce un sonno profondo e quindi un buon riposo.
Occorre cercare di non accumulare la fatica alternandola ad un riposo adeguato.
Cercate di curare anche il vostro aspetto e quindi sbarbatevi e pettinatevi regolarmente: un bell’aspetto esorcizza la fatica.
Fate una colazione abbondante e per il pranzo accontentatevi di un panino.


Seguendo questi consigli chiunque, anche chi, come me, è “diversamente giovane” potrà raggiungere la propria meta.