Come affrontare l'escursione Dove dormire e mangiare I fiori dell'Appennino


Le tappe


E’ sorprendente vedere come dei luoghi di straordinaria bellezza siano così poco conosciuti e frequentati nonostante la loro vicinanza alla nostra città ed è altrettanto sorprendente scoprire come sia possibile vivere una avventura carica di intense emozioni restando dentro i confini della nostra regione, se si esclude qualche sconfinamento nella limitrofa Toscana.
Il percorso è iniziato a Cà d’Adello ( nei pressi di Calestano in provincia di Parma ) ed si è concluso a Caprese Michelangelo nell’alta valle de Tevere in provincia di Arezzo dopo 16 tappe.
Il tragitto è poi continuato lungo il Cammino di Assisi … ma questa è un’altra storia.






L’intero percorso presenta due ambienti molto diversi:
      - il primo da Cà d’Adello (Calestano, Parma) fino a Pracchia (Pistoia),
      - il secondo da Pracchia a Caprese Michelangelo (Arezzo).

Da Cà d’Adello a Pracchia
Questo tratto del percorso attraversa le vette più elevate ed impervie dell’Appennino Tosco-Emiliano ( tra i 1.800 e i 2.200 metri di quota). Il sentiero corre sempre a quote piuttosto elevate, mediamente tra i 1.700 e i 1.800 metri, sopra la fascia boschiva offrendo vastissimi scenari sulle vallate sottostanti. In molti punti, se le condizioni meteo lo consentono, la vista spazia dal Mar Ligure fino sulla Pianura Padana e alle Alpi.
Si tratta quindi di un percorso più “alpino” che “appenninico”. I sentieri, sebbene non presentino difficoltà alpinistiche, hanno diversi punti piuttosto esposti, poco adatti a coloro che soffrono di vertigini. Occorre anche essere preparati ad affrontare condizioni meteorologiche avverse con un adeguato equipaggiamento da montagna.
Poiché il percorso attraversa il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano sono presenti una discreta quantità di rifugi (generalmente aperti tutti i giorni nei mesi di Luglio e Agosto e nei soli fine settimana negli altri periodo dell’anno) e questo, oltre ad offrirvi un adeguato supporto logistico, vi permetterà di modulare la lunghezza delle tappe in base alle vostre necessità anche se, pur nel migliore dei casi, si tratterà sempre di tappe piuttosto impegnative.

Da Pracchia a Caprese Michelangelo
Questo tratto è invece tipicamente “appenninico”. Dopo il Corno alle Scale (mt. 1.995) la catena appenninica si abbassa improvvisamente e le montagne assumono un aspetto più tondeggiante con quote di poco superiore ai mille metri. I dislivelli si attenuano leggermente ed il sentiero corre nel bosco come se ci si trovasse in una interminabile galleria verde. Di tanto in tanto si apre qualche squarcio tra il verde che vi permetterà di ammirare il paesaggio circostante fatto di montagne tondeggianti ricoperte da una fitta vegetazione con pochissimi centri abitati. La sensazione sarà quella di trovarsi in un ambiente molto selvaggio dove la presenza umana è molto sporadica.
Sebbene questo tratto del percorso non presenti difficoltà escursionistiche, risulta invece molto impegnativo da un punto di vista logistico. I pochi posti tappa sono spesso chiusi (e quindi inservibili) e questo vi costringerà a tappe piuttosto lunghe e/o a qualche bivacco. La situazione fortunatamente migliora quando si raggiunge il Parco delle Foreste Casentinesi.


L’intero percorso è generalmente ben tracciato dalla segnaletica del CAI anche se, nei tratti al di fuori dei parchi nazionali diventa più sporadica. Dire che esiste una buona segnaletica non significa dire che essa sia perfetta: troverete infatti diversi punti in cui vi assalirà il dubbio di aver preso un sentiero sbagliato ed in questi casi dovrete sempre prestare la massima attenzione e fare tutte le verifiche del caso.

La stagione ideale per effettuare questa escursione è naturalmente l’estate. La quota e l’ombra dei boschi vi proteggeranno dalla calura estiva e le condizione meteorologiche più stabili limiteranno gli inconvenienti del maltempo.
Negli altri periodi dell’anno il problema principale può essere rappresentato dalla presenza di neve che, nella parte più elevata del percorso, può essere presente da novembre fino a maggio ma soprattutto dalla chiusura, pressoché totale, se si esclude in qualche caso i fine settimana, delle strutture di accoglienza. Questo, ovviamente, non esclude che alcuni brevi tratti possano essere percorsi anche negli altri periodi dell’anno (autunno, inverno e primavera) dopo aver accertato la mancanza di neve e la disponibilità delle strutture ricettive ove passare la notte.

Nelle pagine che seguono cercherò di fornire tutte le informazioni necessarie per consentire a chiunque di vivere questa avventura nella consapevolezza che, anche se deciderete di percorrere per pochi giorni un breve tratto di questa escursione, vivrete una esperienza che rimarrà per sempre impressa nei vostri ricordi.






Alle pendici del Monte Cervellino



Il Lago Santo Parmense



La riserva naturale di Guadine Pradaccio



I laghi del Sillara



Uno sguardo verso il Cerreto dal Passo Pietra Tagliata






Il Passo del Cerreto



L'alta valle del Secchia



Uno sguardo verso le Alpi Apuane



Uno sguardo dal crinale che costeggia la Garfagnana



Sulla destra il monte Cusna



le albe viste dal crinale












Il lago Santo Modenese



Il monte Giovio






Sulla sinistra il Libro Aperto e al centro il monte Cimone



Uno sguardo verso la pianura scendendo dal Corno alle Scale



Il corno alle Scale



Le Foreste Casentinesi



La Verna